Sardegna

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE

San Gavino Monreale (VS)

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                          San Gavino tra l'800 e il 900   [pagina 1] [pagina 2] [pagina 3] [pagina 4] [pagina 5]

 

 

Questo nostro lavoro di Educazione Ambientale, ha avuto come scopo la conoscenza del territorio di San Gavino nei suoi aspetti storico- culturali ed antropici con particolare riferimento allo sviluppo economico, grazie alla presenza delle miniere site nelle zone limitrofe del paese. Siamo partiti inizialmente con i cenni storici sulla nascita e lo sviluppo di San Gavino, poi abbiamo allargato la nostra indagine sul territorio circostante, in modo particolare su quelle zone che hanno contribuito all’arricchimento economico e sociale del paese. Alcuni brevi cenni sulle origini di San Gavino, sono tratti da lavori già pubblicati (come quelli di Casti) -“Appunti storici di San Gavino M.le” - “Sa bidda de Santu Engiu” —“ Santu Engiu arrogus de storia” - ecc.... Si sono utilizzati inoltre questionari, documenti storici, presenti nell’archivio comunale e materiale della biblioteca.

LA NASCITA DEL PAESE  

 

Nel X sec. il luogo sul quale sorge la nostra cittadina si presentava come un unico vasto acquitrino, punteggiato da giuncaie, canneti, e vegetazione palustre. Poco lontano si trovava il villaggio di NURAZZEDDU. San Gavino sorse per opera dei profughi di RUINAS MANNAS, di RUINEDDAS e NURAZZEDDU in una data non precisata tra la fine del X e l’inizio dell’XI sec. vale a dire intorno all’anno 1000. San Gavino ha sempre fatto parte del Giudicato d’Arborea. Essendo quasi del tutto pianeggiante il territorio andava soggetto ad impaludamento anche per via dei numerosi ruscelli che lo solcavano, convogliandovi le acque dalle alture circostanti, acque che ristagnavano a lungo in veri e propri stagni e paludi.

Una delle prime foto del municipio di San Gavino Monreale

Il vecchio municipio

L’AGRICOLTURA A SAN GAVINO  

 

Il carretto agricolo

Carretto agricolo

Attrezzi dei pastori

Attrezzi dei pastori

Macina per il grano

Macina

Le foto di questo lavoro sono state fornite dalla prof.ssa  Altea  G. 

L’agricoltura a San Gavino veniva praticata fin dai tempi più remoti, nei terreni fertili e non soggetti ad impaludamento. Gli strumenti utilizzati e il sistema agricolo rimasero arcaici per lunghissimo tempo come del resto in tutti i paesi della Sardegna, basti pensare che le prime macchine agricole comparvero a San Gavino intorno al 1920/25 circa, in modo particolare la Mietilega. Per la coltivazione dei terreni veniva utilizzata la forza animale: buoi, cavalli e asini che trainavano gli aratri di legno e di ferro; quello di legno per lavorare i terreni leggeri o sabbiosi; quello di ferro per lavorare quelli pesanti e fangosi. I contadini utilizzavano strumenti a mano: la zappa per lavorare i campi e per tagliare le erbacce, la falce per mietere il grano. Si coltivavano in prevalenza: grano, fave, avena, orzo, ceci, piselli. Alcuni prodotti, come il grano, venivano trasformati da altre famiglie che possedevano le macine. Si facevano tre tipi di farina: semola grossa che si usava per “sa fregua”, tipica pasta sarda, lavorata a mano dalle contadine, per la preparazione dei brodini e altro; semola fine per il pane delle feste chiamato: “su coccoi”; la farina «O» per la produzione del pane: “su civraxiu”. In quasi tutte le case si possedeva un forno a legna. L’orzo tostato e macinato veniva utilizzato per il caffè. I cereali e i legumi costituivano la base dell’alimentazione contadina; il prodotto eccedente era oggetto di scambio o di vendita, una parte era destinata anche all’allevamento degli animali. Lo zafferano oltre che consumato a San Gavino veniva prodotto per l’esportazione.

 

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