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INCONTRO CON IL MUSICISTA

Mübin Dünen

sabato 16 APRILE 2011

 

       Alcune classi della scuola secondaria hanno incontrato un musicista originario di Diyarbakir, cittadina  del Sud della Turchia e precisamente lungo le sponde del fiume Tigri. È nota principalmente come città di interesse culturale, per il suo ricco folklore e per la produzione di meloni.

E' stato Prof. Meloni che ha voluto far conoscere agli alunni questo straordinario compositore, improvvisatore e cantante di musica araba.

Prof Meloni prova a suonare il DAF

               

Mübin Dünen – questo è il nome del musicista che ha suonato vari strumenti tipici della Turchia.

 

 

 

TAR / DUFF - Tamburo

 

Un Tamburo a cornice, composto da un cerchione di legno ricoperto da una pelle di capra o di agnello incollata, a volte borchiata o cucita lungo la cornice.


È la versione più semplice tra i tamburelli, in quanto non ha sonagli o piattelli lungo la cornice.
In alcune zone dell'Egitto viene chiamato Duff o Bendir, anche Sein Nord Africa, con quest'ultimo nome viene inteso il modello con le stringhe sulla membrana.

 

Di seguito un elenco di tocchi principali:

DUM -  è il suono più profondo prodotto con il dito anulare della mano principale.

TAK -  è il suono opposto al dum ovvero l'acuto e viene ottenuto con lo stesso dito colpendo però sul bordo dell'estremità della pelle.

KA -   l'annullare della mano secondaria colpisce il lato della pelle senza però lasciare la presa dell'intero strumento.

GRAP -  usato con la mano principale ma anche con l'altra mano nella tecnica Theran; si percuote come sulla Darbuka ma sempre con l'appoggio del pollice se usato con la tecnica Teheran.

 

NAY (flauto)

 

E’ lo strumento musicale più antico creato dagli Egizi nell’epoca faraonica con il gambo della canna (pianta selvatica che cresce ai margini degli innumerevoli canali che affluiscono al Nilo).
La lunghezza oscilla tra i 37 e gli 80 cm. - minor lunghezza corrisponde a suono più acuto - e ha 7 fori, di cui uno nella parte inferiore.
Il suo timbro poetico si adatta ad effetti melanconici che possono esprimere sia gioia che disperazione.
Fin dai tempi antichi gli arabi hanno utilizzato il flauto per accompagnare recite di poesie.
E' uno degli strumenti musicale più difficili da suonare. Un bravo suonatore riesce a riprodurre un'infinita varietà di suoni fluidi, ed è uno strumento con il quale è possibile creare atmosfere estremamente spirituali. 

 

CURA O BAGLAMA

 

E' uno strumento diffuso nel Mediterraneo orientale, Medio Oriente e Asia Centrale. In Turkia lo strumento si identifica con dei liuti dal manico lungo usati nella musica classica ottomana e popolare, ma usati anche nella musica Azera, Curda, Persiana, Assira, Siria, Iraq e nei paesi balcanici.

E' uno strumento cordofono dal manico lungo, con cassa piriforme scavata in un blocco di legno massiccio, ( gelso, ginepro, faggio, abete, noce, abete rosso ), sulla quale è innestato un manico a sezione quadrata di faggio o ginepro, che termina con una leggera angolatura all’indietro, ove sono infuse le caviglie ( i piroli sono conosciuti come ” burgu”, letteralmente ” vite “), i tasti sono ricavati da lacci di budello legati strettamente sul manico, ma facilmente spostabili, si suona usando un ” Tezene “, plettro a base di corteccia di ciliegio o di plastica, sulla tavola armonica non vi sono fori di risonanza, mentre un’apertura per l’uscita del suono è presente alla base della cassa armonica.

Esistono diverse misure e a seconda della misura prendono un nome diverso: Baglama, Divan Sazi, Bozuk, Kopuz Irizva, Cura, Tambura.

Il più piccolo è il Cura, il più grande della Cura è la Tambura, accordata un’ottavo sotto. Sazi Divan è il più grande della famiglia, accordato un’ottava più bassa rispetto il Sazi Divan, il Baglama è di media grandezza e il più diffuso. Le corde sono di metallo.

 

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mubin durante il concerto

Daf e cura - due strumenti musicali arabi

 

Nay - il flauto

Prof. Meloni suona il grande liuto

Il musicista curdo

 

SATUR

 

Il Santur a percussione è un Salterio con cassa armonica, le cui corde in ottone vengono percosse da martelletti.

 

E’ provvisto di ponticelli mobili sotto ogni corda; ogni nota è formata da gruppi di 4 corde.

 

Si tratta di una cetra a forma di scatola trapezoidale regolare. Ci sono diverse tonalità sonore all'interno del box, e due rosette piccole sul pannello superiore che contribuiscono ad amplificare il suono. Il santur ha 72 corde, disposte in gruppi di quattro, cioè  ciascuna delle quattro corde ravvicinate sono sintonizzate sulla stessa altezza. Ogni gruppo di quattro corde è supportato da un piccolo mobile, ponte di legno, i ponti sono posizionati per dare allo strumento una serie di tre ottave.

 

E' largo circa 90 centimetri nella parte ampia e 35 centimetri nella parte stretta

 

 

Schema del posizionamento delle corde sul Santur

 

 

 

 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

Santur - strumento a percussione

il santur suonato dal musicista curdo

 

Diyarbakir

Diyarbakir  è  una delle città turche a contare la maggior presenza di Curdi, tanto da essere talvolta definita, dai curdi stessi e da alcuni osservatori esterni, come "la capitale del Kurdistan turco"[ Questa definizione non è comunque ufficiale, né tantomeno accettata dal governo di Ankara. Stando ad uno studio il 72% degli abitanti della città parla curdo, e lo utilizza come lingua primaria al posto del turco. Nei pressi della città è inoltre molto sentita la festa del Nawruz, il capodanno curdo festeggiato il 21 marzo.

 

Diyarbakır, conosciuta anticamente col nome di Amida, è situata su un altopiano di basalto in prossimità delle sponde del fiume Tigre (Dicle Nehri).

Le imponenti muraglie di basalto nero che circondano la vecchia città, gli conferiscono un aspetto alquanto sinistro. Queste mura, con 16 punti di osservazione, cinque porte, iscrizioni e basso-rilievi, sono considerati tra quelli più lunghi del Mondo (5,5 km) e rappresentano uno splendido esempio dell'architettura militare medievale.

La Moschea Ulu, fatta edificare dal sultano selgiuchida Melik Shah, è notevole per la sua forma, e per il fatto che, nella sua costruzione, è stato riusato del materiale architettonico bizantino ed anche altro più antico. II "Mihrab" presso la Mesudiye Medrese è stato costruito con del locale basalto nero. La Moschea Nebii rappresenta uno stile tipico ottomano, mentre la Moschea Safa, con i suoi minareti di mattonelle, evidenzia le influenze persiane. (Wikipedia)

 
 

La città curda di Diyarbakir

 

 

                

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